Israele combatte per sopravvivere, ma nel mondo gli sono quasi tutti contro. Un’indagine in 36 paesi

La scor­sa set­ti­ma­na, alla fir­ma dell’accordo pre­li­mi­na­re tra l’Iran e gli Stati Uniti c’era un gran­de assen­te : Israele. Che non ha depo­sto le armi con­tro l’Iran e il suo “pro­xy” liba­ne­se Hezbollah (nel­la foto LaPresse, il fram­men­to di un mis­si­le ira­nia­no nel deser­to del­la Giudea), ma intan­to deve regi­stra­re una gra­ve scon­fit­ta sul fron­te del­la sua imma­gi­ne nel mon­do.

Dallo scor­so anno a oggi, in tut­ti i con­ti­nen­ti, i giu­di­zi su Israele han­no avu­to un net­to peg­gio­ra­men­to. A veri­fi­car­lo è sta­to il Pew Research Center di Washington, che ha com­piu­to tra feb­bra­io e mag­gio un’indagine paral­le­la in 36 pae­si dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa, del­le Americhe e dell’Australia, raf­fron­tan­do­la con ana­lo­ghe inda­gi­ni com­piu­te nel 2025.

Su 36 pae­si, sol­tan­to in 4 i giu­di­zi posi­ti­vi su Israele supe­ra­no quel­li nega­ti­vi : in India, Kenya, Nigeria e Ghana. Ma anche qui con una for­te inver­sio­ne di ten­den­za in cor­so. In Nigeria, ad esem­pio, nel 2025 i giu­di­zi posi­ti­vi era­no espres­si dal 59 per cen­to degli inter­vi­sta­ti, con­tro il 32 per cen­to che dava­no un giu­di­zio nega­ti­vo. Ma oggi i posi­ti­vi sono sce­si al 47 per cen­to e i nega­ti­vi sono sali­ti al 41.

I giu­di­zi nega­ti­vi, come pre­ve­di­bi­le, pre­val­go­no in misu­ra schiac­cian­te nei pae­si con popo­la­zio­ne musul­ma­na. Il pri­ma­to lo detie­ne la Turchia, col 97 per cen­to di giu­di­zi nega­ti­vi (qua­si tut­ti “mol­to nega­ti­vi”) e solo l’1 per cen­to di posi­ti­vi.

Ma anche nel­la West Bank e a Gerusalemme Est il diva­rio è for­tis­si­mo : 85 con­tro 4. E altret­tan­to se non di più lo è in Pakistan, 95 con­tro 3, in Malesia, 89 con­tro 11, in Indonesia, 86 con­tro 13. in Bangladesh, 79 con­tro 13.

Anche in Europa Israele rac­co­glie opi­nio­ni pre­va­len­te­men­te nega­ti­ve. In Spagna, in Svezia, in Olanda, in Italia i giu­di­zi sfa­vo­re­vo­li supe­ra­no il 75 per cen­to degli inter­vi­sta­ti, con­tro solo un 17 – 21 per cen­to di favo­re­vo­li. Seguono, di poco più sot­to, la Germania, la Polonia, il Regno Unito, la Francia e la Grecia, tut­ti con giu­di­zi nega­ti­vi tra il 65 e il 73 per cen­to. L’unico pae­se euro­peo che appa­re un po’ più bene­vo­lo nel giu­di­ca­re Israele è l’Ungheria, ma anche qui col 54 per cen­to di sfa­vo­re­vo­li con­tro il 32 per cen­to di favo­re­vo­li.

Il Giappone, 83 nega­ti­vi con­tro 13, l’Australia, 79 con­tro 19, Singapore, 72 con­tro 28, la Corea del Sud, 70 con­tro 27, le Filippine, 64 con­tro 32, fan­no il pari con l’Europa nel diva­rio tra giu­di­zi posi­ti­vi e nega­ti­vi.

Mentre l’America lati­na si col­lo­ca un gra­di­no più sot­to, con i giu­di­zi sfa­vo­re­vo­li tra il 50 e il 60 per cen­to e i favo­re­vo­li tra il 22 e il 33 in Cile, Messico, Colombia, Argentina, Brasile, Perù.

Altrettanto avvie­ne in Sudafrica, dove i giu­di­zi nega­ti­vi sono il 58 per cen­to e i posi­ti­vi il 27, e in Canada, 65 con­tro 28.

E negli Stati Uniti ? Qui i giu­di­zi sfa­vo­re­vo­li sono il 60 per cen­to e i favo­re­vo­li il 37 per cen­to. Ma con un diva­rio mol­to for­te tra chi si dichia­ra di destra e chi di sini­stra. Tra que­sti ulti­mi, ben l’83 per cen­to giu­di­ca nega­ti­va­men­te Israele, men­tre tra chi è di destra gli sfa­vo­re­vo­li sono solo il 37 per cen­to.

Un ana­lo­go diva­rio tra destra e sini­stra appa­re anche in mol­ti altri pae­si. In Australia, in Svezia e in Spagna tra il 94 e il 96 per cen­to di chi si dichia­ra di sini­stra giu­di­ca sfa­vo­re­vol­men­te Israele. In Olanda e in Grecia il 90 per cen­to, in Italia l’88, in Francia l’86, in Germania l’85.

In ogni caso, in tut­ti i pae­si, 24 su 36, in cui è sta­to pos­si­bi­le il con­fron­to con il 2025, i giu­di­zi nega­ti­vi su Israele sono aumen­ta­ti deci­sa­men­te.

In Italia, ad esem­pio, un anno fa i giu­di­zi nega­ti­vi era­no il 66 per cen­to con­tro il 29 per cen­to dei posi­ti­vi, men­tre oggi i nega­ti­vi sono sali­ti al 75 per cen­to e i posi­ti­vi sono cala­ti al 21 per cen­to. Con un’avvertenza : se si iso­la­no i giu­di­zi “mol­to nega­ti­vi” e quel­li “mol­to posi­ti­vi”, i pri­mi sono bal­za­ti dal 37 al 48 per cen­to, men­tre i secon­di, già bas­sis­si­mi, sono crol­la­ti dal 7 al 3.

Se poi, come ha fat­to il Pew Research Center, si con­cen­tra l’indagine sui giu­di­zi espres­si non su Israele ma sul suo pre­mier Benjamin Netanyahu, più del­la metà degli inter­vi­sta­ti espri­mo­no un giu­di­zio total­men­te nega­ti­vo sul­la bon­tà del suo ope­ra­to nel­la poli­ti­ca inter­na­zio­na­le. È quan­to risul­ta in Australia, Bangladesh, Canada, Francia, Germania, Grecia, Indonesia, Italia, Malesia, Olanda, Pakistan, Regno Unito, Spagna, Svezia, Turchia, West Bank e Gerusalemme Est. Anche qui con una mag­gio­re pre­sen­za dei giu­di­zi nega­ti­vi tra i più gio­va­ni e tra chi si dichia­ra di sini­stra. E con un aumen­to dei giu­di­zi nega­ti­vi dal 2025 a quest’anno in 13 su 24 dei pae­si in cui è pos­si­bi­le il raf­fron­to, tra i qua­li l’Italia, la Germania e gli Stati Uniti.

Sono appe­na due i pae­si in cui poco più del­la metà degli inter­vi­sta­ti ha espres­so fidu­cia in Netanyahu : il Kenya e le Filippine.

In un’altra inda­gi­ne pub­bli­ca­ta a fine mag­gio e limi­ta­ta agli Stati Uniti, il Pew Research Center ha inol­tre volu­to accer­ta­re se e come i segua­ci di varie fedi che par­te­ci­pa­no con una cer­ta rego­la­ri­tà ai ser­vi­zi reli­gio­si han­no recen­te­men­te ascol­ta­to dai rispet­ti­vi pasto­ri degli inter­ven­ti su que­stio­ni poli­ti­che e socia­li di attua­li­tà.

Tra le que­stio­ni son­da­te c’erano anche Israele e la guer­ra dagli Stati Uniti con­tro l’Iran. E tra un quar­to e un ter­zo degli inter­vi­sta­ti han­no rispo­sto di sì, di aver ascol­ta­to inter­ven­ti su tali que­stio­ni.

I pro­te­stan­ti evan­ge­li­ca­li han­no det­to che i loro pasto­ri, par­lan­do di Israele, han­no espres­so qua­si sem­pre soste­gno, con pochis­si­mi inter­ven­ti con­tra­ri.

E anche tra i cat­to­li­ci sono sta­te ascol­ta­te più voci di soste­gno a Israele o di neu­tra­li­tà che di con­dan­na.

Invece, sul­la guer­ra degli Stati Uniti con­tro l’Iran colo­ro che ne han­no sen­ti­to par­la­re dal pul­pi­to han­no det­to d’aver ascol­ta­to per lo più voci cri­ti­che.

Ad esem­pio, tra quel 30 per cen­to di cat­to­li­ci che ne han­no sen­ti­to par­la­re appe­na uno su die­ci ha det­to d’aver ascol­ta­to voci di soste­gno a quel­la guer­ra. Le altre voci era­no per lo più con­tra­rie, o neu­tra­li.

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Sandro Magister è sta­to fir­ma sto­ri­ca del set­ti­ma­na­le L’Espresso.
Questo è l’attuale indi­riz­zo del suo blog Settimo Cielo, con gli ulti­mi arti­co­li in lin­gua ita­lia­na : set​ti​mo​cie​lo​.be
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